Capodanno a Olbia
Olbia è una delle più ambite mete estive, ma anche nel periodo invernale, soprattutto a Natale e Capodanno, la città ha un fascino ed una bellezza del tutto uniche.
E non è difficile capire a cosa è dovuta tanta bellezza: in primo luogo alla sua posizione, ossia nelle immediate vicinanze della Costa Smeralda, proprio di fronte alla stupenda Isola di Tavolara.
Le origini della città sono sicuramente antiche, e probabilmente sono da attribuire ai Cartaginesi, sebbene la città è diventata davvero degna di questo nome solo in epoca romana.
Dopo i Romani si susseguirono una serie di popolazioni vandale, che distrussero completamente la città.
Solo con il dominio pisano, precisamente nel secolo XI, la città, adesso chiamata Terranova, risorse: proprio in questo periodo furono costruiti alcuni degli edifici più belli del centro storico.
Di nuovo tornò la crisi, questa volta sotto il dominio degli spagnoli; fu solo a partire dal Novecento che Olbia cominciò a rinascere dalle sue ceneri, soprattutto grazie allo sviluppo dell’industria turistica.
Al giorno d’oggi Olbia basa gran parte della sua economia sull’industria del turismo: durante l’estate è popolatissima, essendo uno dei più importanti centri turistici italiani, e non solo per il suo splendido mare.
Infatti, la zona intorno ad Olbia è piena di antichi nuraghi e tombe dei giganti, affascinanti monumenti che attirano molto i visitatori.
Inoltre, Olbia è uno dei più importanti punti di comunicazione tra la Sardegna e l’Italia, sia a livello portuale che aeroportuale.
Iniziamo la visita della città da due edifici religiosi molto importanti: il primo è la Chiesa di San Simplicio, patrono della città.
Questa magnifica costruzione presenta uno spiccato stile romano, contaminato da elementi toscani e lombardi: infatti fu costruita nel periodo che va dal secolo XI al secolo XII.
La seconda è la Chiesa di San Paolo, costruita in parte in granito.
Merita una visita anche il Palazzotto Umbertino, risalente al XIX secolo: al suo interno possiamo visitare il Museo Civico, con reperti dell’epoca nuragica, e la biblioteca comunale.
Infine, non possiamo non andare al Porto di Olbia Marittima, edificato nel 1930: la particolarità del porto è che è collegato alla terraferma tramite una diga, su cui passa anche il treno.
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